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Albicocca del Vesuvio

E’ coltivata in gran parte dei comuni situati nel Parco nazionale del Vesuvio, dai 50 metri sul livello del mare fino ad arrivare al monte Somma.
La Storia:

Questa albicocca, ha origini dalla Cina, dove era coltivata già nel 2000 a.C. più avanti, l’albicocca si diffuse anche in Persia e in Armenia, dopo la conquista di Alessandro Magno si diffuse anche sulle rive del Mediterraneo.
La coltivazione dell’albicocca, si dice che ebbe inizio nel periodo di Plinio il Vecchio ( nel I secolo a.C). Il nome albicocca, proviene dall’arabo “al-barqua” che significa (precoce), questo perché furono gli arabi a far conoscere in epoca medievale questo frutto dopo un periodo in cui l’albicocca era stata considerata frutto tossico.
Lo scienziato napoletano Gianbattista della Porta, nel 1583 effettuò uno studio sulle albicocche e le divise in 2 grandi gruppi: le bricocche che sono le più comuni e le chisomele da cui il loro nome dialettale di “crisommole” rappresentano una qualità più pregiata.
Le caratteristiche dell’albicocca del Vesuvio:
La pianta dell’albicocco tra quelle appartenenti alla qualità delle rosacee, si presenta con corteccia scura e screpolata, con foglie uniformi e dentate, ha fiori bianchi, frutti ovali e vellutati, dall’epidermide aranciata e dalla polpa gialla.
Come l’Emilia-Romagna, la Campania rappresenta una delle regioni italiane con tasso più alto di produzione di albicocche ( soprattutto la zona del Vesuvio) in particolare, arriva al 90% di produzione regionale.
Tra le varietà conosciute nella zona vesuviana, ci sono:
la boccuccia liscia (appiattita e lunga, agrodolce e di media dimensione) e poi conosciuta è anche la boccuccia spinosa ( dolce, un po’ più grande della buccia e non perfettamente liscia); questi due tipi maturano entrambe nel mese di giugno.
Poi conosciuta è anche la baracca ( più tardiva nella maturazione, dalla forma piatta e dal sapore asciutto); poi c’è la vitillo ( di dimensioni grandi, tonda e leggermente agro-amarognola di sapore, utilizzata per preparare sciroppi e conserve); la pellichella ( matura nel mese di luglio, considerata la migliore sia per il profumo e per il sapore); la cafona ( la cui maturazione si manifesta a metà giugno ed è tra le più vendute).
Altri tipi di albicocca molto apprezzati sono: la prete, la monaco e la palummella.
Esistono anche varietà di albicocche che vengono coltivate in altitudini sono la pellecchiella, tardiva per via del clima poiché in alto fa meno caldo ed i frutti hanno una maturazione più lenta.